Safe zone di Meta: il tuo testo finisce sotto ai bottoni.
Hai messo il prezzo in basso e Instagram ci ha appoggiato sopra un pulsante. Le safe zone servono a questo: sapere prima dove l’interfaccia coprirà la tua grafica. Con i tre template da scaricare.
Scritto da
Eddy Vialetto
GDVE Creative Agency
Succede più spesso di quanto si ammetta. La grafica è finita, approvata, bella. In basso c’è la cosa più importante: il prezzo, la data, il “prenota ora”. La pubblichi nelle storie e proprio lì sopra Instagram appoggia il campo per rispondere. Chi guarda vede tutto, tranne quello che doveva vedere.
Non è sfortuna e non è colpa dell’algoritmo. Una storia, un reel e un post non sono un foglio bianco: sono un foglio su cui qualcun altro, dopo di te, appoggerà pulsanti, nomi, icone e didascalie. Le safe zone sono semplicemente le aree in cui questo non succede.
Le misure cambiano da formato a formato, e impararle a memoria non serve a niente. Per questo in fondo all’articolo trovi i tre template che usiamo noi, da scaricare e appoggiare sopra alle tue grafiche.
Stories: il problema sta sopra e sotto
Una storia misura 1080 × 1920 pixel, ma non sono tutti tuoi. In alto ci sono la barra di avanzamento, la foto profilo e il nome dell’account. In basso il campo per rispondere oppure, se è una sponsorizzata, il pulsante con l’invito all’azione.
Nel nostro template teniamo liberi 275 pixel in alto e 380 in basso: circa il 14 e il 20 per cento dell’altezza. Meglio un margine in più che uno in meno: i telefoni non sono tutti uguali, e l’interfaccia cambia più spesso di quanto avvisi.
Quello che resta è una fascia centrale di 1080 × 1265 pixel. Ai lati non c’è niente che copra, quindi in larghezza puoi usarla tutta. Titolo, prezzo, logo, data: tutto lì dentro.
Reel: in più c’è la colonna di destra
Il reel ha le stesse dimensioni della storia, ed è il motivo per cui tanti usano la stessa grafica per entrambi. È l’errore più comune, perché il reel ha un ingombro in più: sul lato destro, dalla metà in giù, c’è la colonna con cuore, commenti, condivisione e audio.
Il nostro template tiene gli stessi 275 pixel in alto e 380 in basso, aggiunge 85 pixel di margine sui lati e, nella metà inferiore, raddoppia il margine destro a 170. È la tacca che vedi nel file: sembra un dettaglio, ed è esattamente il punto in cui finisce l’ultima parola di un titolo allineato a destra.
Un’avvertenza onesta: nei reel sponsorizzati la parte bassa è ancora più affollata, perché descrizione e pulsante salgono più in alto rispetto a un reel normale. Per le inserzioni Meta consiglia di tenere libero circa un terzo del fondo, ben più dei 380 pixel che bastano a un reel organico. Se la grafica è pensata per una campagna, tieni l’essenziale nella metà superiore della zona sicura e lascia in fondo solo quello che può sparire senza danno.
Post 4:5: qui il nemico è il ritaglio
Nel feed nessun pulsante si appoggia sopra all’immagine. Il post verticale da 1080 × 1350 pixel ha un problema diverso: non viene mostrato sempre intero. Nella griglia del profilo e nelle anteprime viene ritagliato, e i bordi sono la prima cosa a sparire.
Per questo il template lascia 163 pixel sopra e sotto e 66 ai lati. La zona sicura è un rettangolo di circa 950 × 1024 pixel al centro: quello che sta lì dentro si legge nel feed, nella griglia e in qualsiasi anteprima.
È la ragione per cui un titolo appoggiato al bordo superiore, nel profilo, esce decapitato. Sul singolo post non te ne accorgi. Guardando la griglia intera sì, e la griglia è la prima cosa che guarda chi arriva sul tuo profilo per decidere se seguirti.
Cosa deve stare dentro, e cosa no
La safe zone riguarda le cose che vanno lette o riconosciute: testi, logo, prezzo, volti, il prodotto. Non riguarda lo sfondo. La fotografia o il colore di fondo devono arrivare fino al bordo del formato, sempre.
L’errore opposto è altrettanto diffuso: per paura di sbagliare si rimpicciolisce tutta la grafica dentro la zona sicura, lasciando attorno una cornice vuota. Il risultato sembra un francobollo incollato su uno schermo. Lo sfondo riempie tutto, il contenuto sta al centro: sono due livelli diversi e vanno pensati separati.
Vale anche per i video. I sottotitoli finiscono quasi sempre troppo in basso: se li monti tu, alzali dentro la zona sicura. Un video guardato senza audio, con i sottotitoli coperti dalla didascalia, è un video muto.
I tre template, e come si usano
Sono tre file PNG con il fondo trasparente, uno per formato: stories, reel e post 4:5. Le aree gialle sono quelle da evitare, il vuoto al centro è la zona sicura.
Si usano come un livello. Li trascini sopra alla grafica in Photoshop, Illustrator, Figma o Canva, li adatti alla larghezza del documento e controlli che niente di importante finisca sotto al giallo. Sono larghi 4500 pixel proprio per questo: si rimpiccioliscono senza perdere nitidezza, qualunque sia la misura a cui lavori.
Poi, prima di esportare, spegni il livello. Sembra ovvio: è l’errore che abbiamo visto fare più spesso, e una storia pubblicata con la cornice gialla sopra è difficile da dimenticare.
Se ti serve una mano su questo