SEO Locale24.06.20268 min

Farsi trovare su Google quando cercano vicino a te.

Chi cerca un servizio vicino a casa ha già deciso di comprare. Per intercettarlo non serve un sito più bello: servono tre cose che quasi nessuna attività locale cura davvero.

Scritto da

Eddy Vialetto

GDVE Creative Agency

C’è una differenza enorme fra chi cerca «idee per rinnovare il logo» e chi cerca «agenzia grafica Padova». Il primo sta studiando, il secondo sta comprando. La ricerca locale è quasi tutta fatta di persone del secondo tipo, e per questo vale molto più del traffico generico.

Il problema è che moltissime attività della nostra zona investono in un sito curato e poi restano invisibili proprio nel momento in cui qualcuno, a due chilometri di distanza, sta cercando esattamente quello che fanno.

La scheda conta più del sito

Quando cerchi un servizio con l’indicazione di una città, Google mostra per prima cosa una mappa con tre attività. Quel riquadro si prende la maggior parte dei clic, e per finirci dentro il sito serve poco: conta la scheda dell’attività.

Va compilata fino in fondo, non a metà. Categoria principale scelta con precisione, orari veri e aggiornati anche nei giorni di chiusura, servizi elencati uno per uno, foto recenti fatte da te e non prese da un archivio. Le attività che aggiungono foto nuove ogni mese vengono mostrate sensibilmente più spesso di quelle che le hanno caricate una volta e mai più.

Se lavori senza una sede aperta al pubblico, come facciamo noi, la scheda si configura indicando l’area servita invece dell’indirizzo. È una configurazione diversa e molti la sbagliano, ottenendo una scheda sospesa invece che una scheda in evidenza.

Le recensioni non sono vanità, sono posizionamento

Le recensioni non servono solo a rassicurare chi ti guarda: sono uno dei fattori che decidono se comparirai nel riquadro della mappa. Contano il numero, la costanza nel tempo e le parole che le persone usano.

Un’attività con quaranta recensioni raccolte in tre anni vale più di una con quaranta recensioni arrivate tutte nello stesso mese, che è un segnale sospetto. Meglio due recensioni al mese per sempre che venti in una settimana e poi il silenzio.

Chiedile nel momento giusto, cioè quando il cliente è appena stato contento di qualcosa, non con una mail automatica tre settimane dopo. E rispondi a tutte, comprese quelle negative: la risposta la leggono i futuri clienti molto più di chi l’ha scritta.

Il sito deve dire dove sei, in modo che una macchina lo capisca

Google non deduce la tua zona dal fatto che sei di Padova. Va scritto, e va scritto in posti precisi: nei titoli delle pagine, nei testi, nelle informazioni strutturate che stanno nel codice e che i motori leggono senza mostrarle a nessuno.

Attenzione però a non trasformare il sito in un elenco di comuni. Le pagine che ripetono «Padova, Abano, Selvazzano, Albignasego» in ogni paragrafo funzionavano quindici anni fa e oggi vengono penalizzate. La città va nominata dove ha senso, in frasi che una persona leggerebbe volentieri.

Conta anche la coerenza: nome, indirizzo e telefono devono essere identici ovunque compaiano, sul sito come sulle altre schede online. Una via scritta in due modi diversi basta a rendere Google incerto su chi sei.

Una pagina per ogni servizio, non una pagina sola

È l’errore che vediamo più spesso. Un’unica pagina che elenca tutto quello che fai può posizionarsi bene per una sola ricerca, non per sei. Se offri sei servizi diversi ti servono sei pagine, ognuna che parla in profondità di una cosa sola.

Non è una questione di quantità: è che chi cerca «creazione siti web» e chi cerca «gestione social» sono due persone diverse, con due problemi diversi, e meritano due risposte diverse. Una pagina che prova a parlare a entrambe finisce per non convincere nessuna delle due.

Ogni pagina dovrebbe rispondere alle domande che le persone fanno davvero: quanto costa, quanto tempo ci vuole, cosa serve da parte mia. Sono anche le domande che Google mostra direttamente nei risultati, e averle già scritte è un vantaggio.

Quanto tempo ci vuole

La scheda dell’attività dà segnali già dopo poche settimane. Il posizionamento del sito richiede mesi, e chiunque ti prometta la prima posizione in trenta giorni o sta parlando di pubblicità a pagamento o non sta dicendo la verità.

La differenza fra le due cose è netta: la pubblicità smette di portare persone il giorno che smetti di pagarla, il posizionamento continua a lavorare anche dopo. Servono entrambe, ma conviene sapere quale delle due stai comprando.

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